mercoledì, gennaio 07, 2009

Sensazionalismi galattici.


Sono insofferente al sensazionalismo mediatico, alle notizie condensate in poche righe (headline noise più che news) che, se non altro per mancanza di spazio, travisano i fatti di cui dovrebbero informare.
Tanto meno soffro queste cose quando le notizie in questione riguardano i risultati della ricerca scientifica e vengono condite di effetti speciali da seconda visione per impressionare i lettori. E non si venga a incolpare il volgo ignorante che non è sufficientemente preparato da cogliere l'evidenza che si cela tra le righe, quando anche le maggiori testate nazionali (una per tutti) pubblicano sulle rubriche scientifiche titoli che annunciano che la fine della nostra galassia è certa ed è stata calcolata con precisione dagli scienziati di centri di ricerca di evidente rilievo mondiale.
Così infatti è stata sensazionalizzata la press release dello Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics riguardo la notizia del recente risultato di studi e misure che ha permesso di valutare con precisione la velocità della Via Lattea e la sua massa totale, rendendola più simile sotto questi aspetti alla galassia a noi più prossima, Andromeda.
Il comunicato stampa non manca di rilevare che una maggiore massa implica un maggiore campo gravitazionale, e che questa circostanza aumenta le probabilità che le due galassie citate possano finire per collidere. Ma la vera notizia esposta è quella della maggior precisione delle misure dirette delle grandezze significative effettuata attraverso il sistema VLBA, dovuta a tecniche e metodi perfezionati rispetto a quelli utilizzati precedentemente in questo ambito.
Non vi è traccia nel comunicato del Centro per l'Astrofisica del Massachusets del codazzo di visioni fantascientifiche che partono da catastrofici sconvolgimenti tettonici nel nostro pianeta e terminano con epiche colonizzazioni spaziali alla Asimov. si è cercato di spacciare per previsioni quelli che possono essere soltanto scenari probabilistici, seppure possibili.
Chi si occupa di giornalismo scientifico farebbe meglio a spiegare qualcosa in più riguardo alle capacità previsionali dei modelli che vengono utilizzati per rappresentare sistemi non lineari. Ci siamo dimenticati che Poincarè ci ha già dimostrato l'impredicibilità del problema dei tre corpi? E qui si parla di galassie, dove di corpi ce ne sono qualcosa in più di tre. Per non dire del sistema solare, il cui comportamento caotico è stato già osservato: il noto effetto del caos deterministico sugli errori di previsione a causa dell'incertezza iniziale che cresce esponenzialmente col tempo, dovrebbe infondere più cautela perfino sulle previsioni del moto dei pianeti a noi più vicini sul medio e lungo termine, figuriamoci delle interazioni tra galassie.
Una citazione, per concludere:

Il comportamento di un sistema composto di numerose equazioni non lineari, contenenti vari parametri, in generale è imprevedibile a priori [...]. l'eventuale presenza di caos nella dinamica evolutiva dei modelli matematici costruiti sotto forma di sistemi dinamici, è un ulteriore elemento che priva i modelli del valore di metodi per la previsione in senso stretto del futuro. [...] le stesse caratteristiche caotiche della dinamica, cui i modelli a volte danno origine, rendono la previsione del futuro un'idea del tutto priva di senso.
C.S. Bertuglia, F. Vaio - Non linearità, caos, complessità.

4 commenti:

motobrowniano ha detto...

Avevo notato anch'io la distorsione della notizia.

Il punto è che da tempo si sa che le due galassie, la Via Lattea ed Andromeda finiranno per collidere.

Così come tutte quelle del Gruppo Locale che sono le uniche che hanno un redshift minore di zero, ovvero si stanno avvicinando invece di allontanarsi trascinate dall'espansione dell'universo. Questo perché sono un sistema legato dalle rispettive attrazioni gravitazionali.

La notizia è che semplicemente collideranno in tempi più brevi di quelli calcolati in precedenza.

In realtà la galassia viene considerata come un unico corpo quindi i calcoli dinamici non sono particolarmente problematici.

Si usano stratagemmi e semplificazioni per eludere il problema dei tre corpi, gli stessi che vengono utilizzati per calcolare le traiettorie così incredibilmente precise delle sonde interplanetarie.

Stefano ha detto...

Caro Federico,
lasciami dire che se le due galassie finiranno o no per collidere nessuno lo può dire con sicurezza. I modelli matematici, come dici giustamente tu, approssimano e semplificano: in una parola, linearizzano, e rendono i calcoli più semplici. Ma le nonlinearità che restano fuori possono riservare delle belle sorprese.
Da non astrofisico, non posso dire se l'approssimazione di Via Lattea e Andromeda come due corpi ha senso, se gli effetti gravitazionali degli altri sistemi galattici si possono trascurare, etc.: immagino che gli astrofisici sappiano il fatto loro. Nel loro comunicato stampa si parla di likelihood: parola che è scomparsa dai titoli e dai testi usati dalla stampa sensazionalistica.

caramelleas ha detto...

Come son felice di aver trovato questo blog !
Relativamente all' "emergenza", io vi approdo da un mare molto mosso di considerazioni dilettantistiche di genere piu' informatico, perche' mi piace curiosare tra le teorie alla base del codice non lineare. Spero di averne capito correttamente il significato perche' sarebbe il tema di cui vorrei leggere di piu'. In questi ultimi tempi, forse per colpa della pessima qualita' dei palinsesti televisivi o della stagione fredda, mi sono messo a giocare con l' ipotesi secondo la quale (e' solo un mio passatempo), creando un minimondo virtuale e popolandolo di uno sciame di "pezzetti di informazione" animati da regole estremamente semplici, sarebbe possibile estrarre dal comportamento di sciame, le direttive di insieme adatte a "guidare" un sistema. Credo che questo sciame dovrebbe esser fatto di micro-letture dello stato del sistema, quantizzate per unita' di tempo (per non perdere tempo ho messo su un simulatore scritto in java) che generalizzi le informazioni lette da un astrattarore hardware, cosi' che ogni lettura di un sensore effettuata, o comando di attivazione di un attuatore inviato, diventi, per il "motore di scelte", un bundle di dati anonimo e decontestualizzato (una unita' dello sciame). E' la teoria del pilota con cruscotto cieco, con comandi e manometri senza nomenclatura, che impara dalle conseguenze delle azioni che compie, od il bambino che se si scotta con il fuoco non tocca piu' oggetti caldi, ma esteso ad uno sciame di unita'. Queste informazioni cosi' confezionate saranno le mie "unita' di informazione componibili" che animate e messe in un regime gestito di regole, produrranno, faranno emergere, un comportamento di insieme: il mio prodotto finale. Ho provato ad immaginare fuori dalla letteratura a riguardo, che lo stesso cervello animale segua un approccio analogo, quindi che generazioni di esperienze si assemblino o si concatenino a formare delle risposte di alto profilo. Con una logica piu' evoluta. Mi scuso per essermi dilungato ma non esiste una sorta di open source della ricerca o delle idee, quindi mi occorre una bibliografia da acquisire per affinare le mie idee e continuare il mio esperimento (http://caramelleas.blogspot.com/). Cosa mi consiglia di leggere ?

Stefano ha detto...

@ Caramelleas
Come testo divulgativo ti consiglio quello di Steven Johnson, dal quale non devi aspettarti approfondimenti, ma oltre ad essere una bella lettura, ha una decente bibliografia che può offrire diversti spunti.
Si chiama La Nuova Scienza dei Sistemi Emergenti, nell'edizione italiana.
Temo che per capire il tuo "passatempo" mi occorrerebbe un supplemento di spiegazione... se ti va sono assolutamente interessato. La mia mail è nonlineare[at]gmail[punto]com.
Ho anche io un progetto che vuole sfruttare l'intelligenza di sciame per un'applicazione molto pratica: se ti va ne possiamo parlare. Let me know.